Fuori Pista di “Bia” Cavaliera Oscura

Dall’esercizio di Storytelling “Le ambizioni sbagliate”

Classe di Storytelling di Gennaio 2018 (esercizio creato da Deda Fiorini)

Autore del racconto: “Bia” Cavaliera Oscura

 

Qualcuno di indecifrabile aveva una bici da uomo senza freni.
Un’assenza di dotazione tutt’altro che casuale, facendo lui parte di un gruppo di cicloamatori ossessionati dalla perfezione dell’equipaggiamento.
La sua era una dichiarazione silenziosa di mite disappunto, di scostamento non pretenzioso dalla classica visione con cui gli umani sono soliti scandagliare e sezionare le attitudini dei loro simili per farle confluire in caselle granitiche, pesanti come le lapidi lucidate con ostinazione la domenica pomeriggio.
Lui, qualcuno di indecifrabile, alla fine aveva capito che il segreto non era la ricerca della velocità, agognata e rincorsa con muscoli tronfi e palpitanti, quanto l’assenza di opposizione ad essa.
Da qui la decisione, lucida e folle al tempo stesso, di scardinare quei due aggeggi per non averli più a portata di mano.
Era a questo che pensava quando due o tre fiotti d’acqua rimasti in giro nelle tubature del bagno fecero il loro becero ingresso nel bidet, percorrendo velocemente il solco giallo frutto dell’imperituro abbraccio tra sapone e calcare.
Quanta energia, pura energia, bruciata a pedalare in tandem, dando forza, vigore e sostegno ad un percorso che non era il suo. E quale orrore nel ritrovarsi ad alzare gli occhi e scoprire di essere confinato a pedalare su una pista tonda, di non aver fatto altro che esplorare l’infinita ciclicità dell’ambizione altrui.
Cazzo che male faceva vedersi in questa scena.
E tutte le volte una saetta gli colpiva lo stomaco fino a bloccargli il respiro.
Ora però aveva imparato a tornare e per farlo, come un animale, evocava il suo istinto più antico e profondo.
(Azione: Qualcuno di indecifrabile inspira per sentire l’odore della sua maglietta. Lo fa due volte. La seconda volta in modo più intenso. Poi trattiene il fiato ed infine espira, sollevato per aver riconosciuto la sua essenza umana.)
Che odore faceva la sua maglietta quella mattina, un misto pungente di umidità, umanità e sudore.
Sfuckcutandgosdangsdangmeeeemeeeemeeeewowowow!
Era lui. Finalmente in lui.
Questa era la sua gara.
Solo la sua gara.
Fuori pista.

 

Se vuoi fare anche tu l’esercizio “Le ambizioni sbagliate” cliccalndo qui di seguito

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