Scrivere con Nicolai Lilin: Il racconto “Penthouse” di Federico Brigliadori

Il grande scrittore Nicolai Lilin ha guidato un workshop di scrittura portando una decina di allievi selezionati alla scrittura di un racconto. Condividiamo i bellissimi lavori degli allievi che vi consigliamo di leggere.

PENTHOUSE | racconto di Federico Brigliadori

“L’inaugurazione della nuova penthouse ristrutturata in seguito al violento incendio di tre anni fa, avvenuto durante una festa privata che costò la vita ad una persona è alle porte. Dopo aver salvato il compendio
acquistandolo, risanandolo e ristrutturandolo, l’investitore italiano Marco Leonino Bocci insieme al suo
socio in affari Kevin Lehmann questa sera alle diciannove daranno il via al buffet di presentazione dell’unità
a cui farà seguito l’asta per l’aggiudicazione al miglior offerente. La base d’asta è di novecentomila euro.
Seguiteci domani mattina per sapere tutte le news.
Da Rossella Trezza è tutto, Sky TG 24, linea allo studio”.

“Signori, cosa posso portarvi?”
“Per me un doppio hamburger con doppio formaggio ed al posto della maionese all’interno vorrei la salsa
BBQ”
“D’accordo, e per lei signore?”
“Hamburger normale, con pomodoro, insalata e cipolla per favore”
“E da bere?”
“Due Sprite Medie”
“Grazie signori e benvenuti al “Caffè Milanese”
“Odio questo posto, dovevamo andare al Pub Novelli”
“Odi tutto tu ultimamente, dimmi dove non trovi qualcosa di negativo”
Marco non rispose.
“Di un po’ cucciolo di leone, sei pronto a non lavorare per qualche anno?”
“Non farmi incazzare Kevin, sai che non voglio essere chiamato così. Il mio nome è Marco”
“Eddai, sai che sono euforico. E dovresti esserlo anche tu, l’azienda sta andando bene, il mercato
immobiliare ci offre spazio, domani saranno presenti persone il quale unico pensiero sarà quello di mettere
l’ennesima “x” sulla loro merdosissima lista delle cose che hanno potuto comprare nella loro vita. Avanti
che c’è che non va?”
Marco si passò una mano tra i capelli sospirando e guardò negli occhi Kevin “E’ che ho uno strano
presentimento”
“Di che genere?”
“Come se qualcosa andrà storto” ribadì
“Amico vuoi smetterla con queste seghe? Duecento metri quadrati, dodici stanze, cinque bagni, pavimenti
in marmo pregiato, rubinetteria in oro, sauna, bagno turco, e piscina esterna. L’unico presentimento che
devi avere è che stai per incassare una bella somma e l’unica cosa che andrà storta saranno i tuoi occhi
quando controllerai il saldo sulla home banking del tuo conto corrente”
Appoggiando una mano sulla spalla di Marco, Kevin lo guardò e gli promise che sarebbe andato tutto bene.

“Signori ecco i vostri hamburger, buon appetito”
“Ei secondo te come mai tutti i camerieri in questo locale non hanno il grembiule? Insomma, da “MC Hill”
non funziona così e nemmeno al “Caffè Italia” o “Da Tonino”. Voglio dire tutti hanno un grembiule di solito”
“Beh ieri in via Venezia mi è capitato di vedere una donna orientale camminare in centro in ciabatte e a
piedi nudi, ed il termometro della via segnava nove gradi. Che vuoi che ti dica io Kevin”
Lo squillo di un cellulare interruppe la loro conversazione.
“E’ il tuo?”
Kevin annuì e portò la mano all’orecchio destro “Si pronto, sono Kevin. Ciao Luigi”
“Cosa? Uououo calmati, che hai detto? Ma cos’è uno scherzo?”
“Arriviamo.”
Un’espressione cupa e minacciata si estese sul volto di Kevin.
Marco lo guardò dritto negli occhi, mentre nelle orecchie udiva le pulsazioni del suo cuore in movimento e
percepiva un lieve vuoto che si espandeva nello stomaco.
“Allora?”
“Era Luigi, il custode dalla Penthouse, dice che Jonathan il vecchio del piano di sotto è tornato dopo un
mese a New York e lo ha chiamato gridando come un pazzo che ha camera da letto allagata e pensa ci sia
una perdita dalla piscina”
“Merda” esclamò Marco
“Dobbiamo andare a vedere”

Giunti sul posto lasciarono la macchina in mezzo alla strada e corsero in direzione del condominio.
Jonathan Likonsky era già fuori ad aspettarli gridando ed imprecando. Il signor Likonsky era un uomo di
sessantatre anni, ex paracadutista della marina militare ormai in pensione da vent’anni con la passione
sconsiderata per i quadri costosi e le opere d’arte. La sua abitazione contava novantasei quadri tra cui un
Picasso ed un Pollock. Dopo l’incendio di tre anni prima diventò una persona turbata e minacciosa contro
chiunque volesse tornare a vivere nella penthouse. Quando scoprì del progetto di restaurazione
comprendente anche la piscina dichiarò che avrebbe fatto di tutto per fermare quest’abominio. Disse
inoltre che un suo solo quadro valeva molto di più di quanto l’intera carriera di due inutili agenti
immobiliari come Marco Bacci e Kevin Lehmann potesse loto fruttare e che quest’ultimo non era altro che
un miserabile figlio di puttana”
“Voi brutti stronzi, io vi avevo avvertito di stare alla larga dalla penthouse, sapevo che avreste fatto solo
casino. Io vi rovinerò lo giuro sulle mie opere”
“Signor Likonsky si calmi la prego, vediamo di aggiustare la situazione” disse Kevin con aria pacata
“Mi calmerò quando avrete chiuso bottega e la chiave sarà finita sul fondo dell’oceano”
“Andiamo a vedere la perdita e vediamo cosa possiamo fare” sentenziò Marco
“Vuoi vederla? Vieni che ti ci porto, razza di vigliacco”

Un’enorme macchia scura era fissa sul soffitto, il ticchettio delle gocce batteva costantemente sul
pavimento allagato.
“Ti sembra si possa sistemare maledetto bastardo?”
Kevin guardò Likonsky con aria rassicurante “Signor Likonsky, la prego di calmarsi, il danno è solamente
nella camera da letto, stasera venderemo l’appartamento e domani procederemo alla riparazione del
danno”
“Assolutamente si” concordò Marco
“Non voglio che la sistemiate domani, voglio che sia sistemato ora o giuro che vi faccio chiudere per
sempre”
“Mi stia a sentire” replicò Marco “ci dia tempo fino a domani e tutto verrà sistemato a nostre spese nel
migliore dei modi
“No! Niente tempo fino a domani”
“Senta, abbiamo l’inaugurazione tra quattro ore, per favore..”
“Le va bene un assegno da duecentomila euro? E domani procederemo alla riparazione? Questi soldi sono
per lei e sono da ritenersi a parte rispetto alle spesi di riparazione”
L’offerta di Kevin lasciò Likonsky titubante e la sua avidità prese il sopravvento.
“Comincia a scrivere ragazzo, e domani mattina vi voglio qui a sistemare questa schifezza”
Lo strappo dell’assegno cancellò dal viso del vecchio la sua espressione lugubre e accigliata.

“Ben ritrovati su SKY TG 24, notizia delle ultime ore, in prima pagina il crollo di una piscina nella penthouse
del condominio “Fiorevita”. Ieri sera intorno alle ventidue circa, mentre si svolgeva l’asta dell’abitazione è crollata l’intera piscina all’interno dell’appartamento sottostante. Nessun ferito è stato riscontrato se non il
danno alle numerose opere d’arte del signor Jonathan Likonsky che lì risulta essere residente. La causa degli avvenimenti non è ancora certa, le prime fonti risulterebbero annunciare una perdita d’acqua dalle
tubature della piscina. Gli imprenditori Marco Leonino Bacci e Kevin Lehmann pare abbiano fatto perdere le
proprie tracce durante la notte. Restate sintonizzati per tutti gli aggiornamenti, in onda ora la pubblicità”.

Su un jet privato in volo per il Messico, Kevin e Marco stavano seduti con l’aria tesa di chi aspetta una
notizia importante.
“Signori stiamo atterrando, allacciate cortesemente le cinture e benvenuti in Messico”
“E’ quasi fatta” annunciò Kevin
“Fammelo vedere” disse Marco
“Guarda, non è meraviglioso? ”
“E’ bellissimo, come ti è venuto in mente proprio non lo riesco ad immaginare”
“E’ la nostra fortuna Marco, ora siamo salvi amico mio, rilassati”
Lo squillo di un cellulare interruppe il momento ed i due si guardarono con aria tesa.
“Pronto”
Kevin indugiò qualche secondo
“Il tuo uomo sta arrivando? Ho tutto. Ottimo vediamoci tra tre ore sul posto”
Sulla gambe di Kevin giaceva un Van Gogh dal valore di quattro milioni di euro, sottratto nel trambusto
delle vicissitudini della notte scorsa.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.