Gli Gnomi dell’adipe

di Daniel Giuliani

Piccolo estratto da

Il manuale delle creature che ci rendono la vita difficile

Di Mariullo Prapapepito

[…] Allarme rosso! L’adrenalina comincia a scorrere, le pupille si dilatano pronte a percepire un possibile predatore in agguato al margine della visione periferica. L’acetilcolina rilasciata dallo stimolo nervoso mette in atto tutto un complicato processo fisiologico che culmina con la sovratensione muscolare. La fronte rilascia improvvisamente un quantitativo incongruo di liquidi che si condensano in perle di sudore grandi quanto acini d’uva che poi scivolano velocemente lungo tutto il viso gocciolando dal mento sul colletto della camicia di lino azzurro […]

Questo accade ogni giorno a migliaia di uomini, che ci crediate o meno. Vi chiederete perché, e la risposta è semplice: 

Gnomi dell’adipe.

Alti poco meno di 5 centimetri[1], arti adunchi e torsi pasciuti. Gli occhietti socchiusi gli darebbero un’aria maligna e machiavellica, soprattutto quando si sfregano le mani. Scrivo darebbero in quanto nessuno è in grado di vederli, l’essere umano maschio è troppo impegnato a sopravvivere nelle rare occasioni in cui gli gnomi dell’adipe sono allo scoperto, che risultano alla vista dell’uomo solo come brevi e insignificanti macchioline sullo sfondo di una possibile guerra nucleare in procinto di scoppiare.

Si radunano in gruppi di 20/30 elementi detti camarille. Ogni camarilla agisce come un gruppo ben organizzato, permettendo un’abbacchiatura ottimale del loro principale sostentamento: l’insoddisfazione femminile. 

Essi sono chiamati gnomi dell’adipe in quanto si sono (nel corso dell’evoluzione[2]) specializzati nell’insoddisfazione femminile riguardante espressamente l’illusione di essere ingrassate. 

Gli gnomi dell’adipe tendono ad agire di notte. Una squadra coordinata da un capo turno inizia a selezionare gli abiti che con tutta probabilità verranno scelti il mattino seguente.

Gli abiti vengono poi passati al gruppo addetto alla separazione. Qui vengono apportate le seguenti modifiche:

  • Le cuciture vengono tagliate e i lembi del vestito separati
  • Il tessuto viene cotto a temperatura alta abbastanza da restringerlo di uno 0,5 % 
  • La linea produttiva finale ricuce il vestito qualche millimetro più stretto

In fine il capo turno della prima squadra decide come riposizionare gli abiti in base ai gusti di selezione della donna[3].

Sorge il sole. La donna si sveglia, fa la doccia e come sempre si muove titubante verso la bilancia. 

Ora non rimane che aspettare. Gli gnomi dell’adipe, stanchi per il lavoro notturno, si posizionano sul bordo inferiore dei mobili, ben adagiati sui lanicci di polvere, pronti a ricevere la loro dose quotidiana. 

Una terza squadra di gnomi[4] entra ora in azione, si muovono lesti e zoppicanti, sfrecciano tra le gambe che ancora sgocciolano acqua. Quando la donna sale sulla bilancia i gravignomi poggiano il loro enorme alluce valgo sul bordo. Il brivido che sale lungo la schiena della vittima avvia il processo di assorbimento dell’insoddisfazione[5].

Quando la donna estrae i vestiti per la giornata[6], dalle tribune di polvere si alza un gemito di compiacimento teso alla scorpacciata ventura. Al primo sbuffo da parte della vittima, quando ancora l’abito è solo sotto analisi, tenuto stretto tra pollice ed indice, alcuni degli gnomi sono già in visibilio. Ma è il momento in cui la donna liscia il vestito guardandosi allo specchio con aria frustrata che gli gnomi dell’adipe esplodono in un orgasmo sensoriale[7]. 

Succede così che la donna guarda il suo compagno che, ignaro di tutto il processo, si sta abbottonando la sottile camicia di lino azzurra. L’uomo pensa, in queste occasioni come in molte altre, al nulla più assoluto. Perso nel vuoto lattiginoso che caratterizza i trenta minuti successivi al risveglio, l’essere umano maschio, cade in uno dei più pericolosi effetti collaterali involontari che delineano la continuatività della sua vita sociale/coniugale.

“Amore, ma sono ingrassata?”

[…]

I sistemi di emergenza tentato di entrare in atto ma, come al solito in queste situazioni, si intasano ad imbuto come una tipica fila del sabato mattina al supermercato. Permettono così solo il rilascio di un verso strozzato e convulso. L’uomo si accorge di essere condannato, nessuna risposta potrà sollevarlo dal terribile Golgota che lo sta inesorabilmente deglutendo come sabbie mobili. Nulla può essere al contempo, rassicurante, non scontato, veritiero e sicuro per la serenità della giornata.
Va fatta una menzione speciale agli Impedimetrici[8], essi si presentano di solito ove si sono stabilite una o più camarille di gnomi dell’adipe. Gli Impedimetrici si masturbano con la sensazione di schiacciante impotenza dell’essere umano maschio. Generalmente si stabiliscono nelle orecchie dell’uomo causando con il tempo annebbiamento mentale che rende inappropriate e poco credibili le risposte che l’uomo fornisce alla donna[9].

Note dell’autore:

  • [1] O più precisamente 12 scarpette a punta, con la scala di misura gnomica definita da Mark Von Steinerlen (1658).
  • [2] Dal progenitore gnomesco, Gnomus Gnomicus Gnomarae, Petruschio, Il mare nostrum e altre invenzioni, 786.
  • [3] Le ricerche di mercato vengono eseguite da Responsabile delle analisi di mercato, nome proprio di gnomo.
  • [4] Kolmatzu li definisce gravignomi. (John Kolmatzu, Sulla gravità e l’antigravità, pg. 182-187, 1995.)
  • [5] I saggi della Torre Arancione discussero per oltre due secoli (dal 1667 al 1889) sul nome da dare a questo processo, dando vita così alle grandi guerre d’inchiostro. Ad ogni modo, come la storia ci insegna, fù Pirlico lo Spritzzico a porre fine alla disputa coniando il termine Aperignomo.
  • [6] Responsabile delle analisi di mercato non sbaglia mai (o almeno è molto raro). Tiene anche un elenco degli eventi a cui la donna dovrà partecipare suddivisi per importanza e aspettative. In tal modo può dare indicazioni al capoturno di quanto i vestiti andranno accorciati e stretti per ottimizzare il senso di insoddisfazione della vittima.
  • [7] Alcuni di loro sono già talmente appagati che, sprofondando nel laniccio di polvere come fosse un nuvola celestiale, si accendono una sigaretta e si addormentano di lì a poco.
  • [8] Pg. 145.
  • [9] Rimando al capitolo 3 di questo stesso libro per la discussione sulla simbiosi tra creature che ci rendono la vita difficile.

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